Gattini laser

Un buon modo di inaugurare un blog personale è quello di cavalcare le tendenze. Sommando gattini e gif art ecco qui una cosa che non sono ancora riuscito a smettere di guardare.

Originale qui: http://www.collater.al/wp-content/uploads/2013/01/laser_cat_o.gif

Silvio B. e Don Giovanni

La scelta di rappresentare il Don Giovanni all’apertura della stagione 2011 della Scala ha l’aria di non essere casuale.

A poche settimane dall’uscita di scena di Berlusconi, l’opera di Mozart – e prima ancora il libretto di Da Ponte – appare come una fotografia perfetta dell’Italia degli ultimi 17 anni, da quel giorno del 1994 in cui il presidente di Mediaset dichiarò che Gianfranco Fini «aveva ragione», sdoganando il (si può dire?) fascismo e dando il la alla nuova stagione.

Berlusconi è Don Giovanni. Non nella sua accezione pruriginosa di sciupafemmine, quanto nella statura che ne dava Massimo Mila nella sua lettura dell’opera: pura energia vitale. In quanto tale, il suo personaggio si trova al di la delle categorie morali. Il suo valore è assoluto. Questo almeno è ciò che lui probabilmente pensa di sé.

Don Giovanni è protagonista e regista. Amici e nemici dipendono da lui, non c’è azione che si svolga al di fuori delle conseguenze dei suoi gesti. I Leporello sono i sottoprodotti escremenziali (Jouve) del loro padrone, servitori che mangiano al suo banchetto, anche di nascosto – almeno lo credono -, si fanno bastonare, minacciano di andarsene e poi ritornano per quattro scudi. I Leporello si riempiono la bocca di parole e le mani di gesti per i quali non hanno la statura. Scimmiottano, abbaiano, si fanno grandi di una grandezza non loro (come si gonfia Leporello sul «maestosa» nell’aria del catalogo). Poi, quando il padrone affonda all’inferno, vanno all’osteria a cercarne uno nuovo.

Intorno al Don ruotano ovviamente figure femminili, un catalogo multilingue stilato dai Leporello di turno. Ci sono le donn’Anna, ambigue nell’opporsi, ma che alla fine si danno alla sensualità torrenziale del seduttore. Ci sono le donna Elvira, innamorate in modo ottuso e ostinato, nonostante cornute mazziate e derise. Ci sono le Zerlina, profeticamente assonanti con altre «ine» televisive, avvezze alla leggerezza dell’apparire e alla fascinazione dei lustrini.
Ciascuna dà, ciascuna riceve.

All’opposizione stanno innanzitutto i Don Ottavio, nobili ma completamente inadeguati, abituati a lottare con armi impari: non di cappa e spada, ma con «il ricorso a chi di dovere», alle prassi di confronto civile, che nulla possono contro l’irruenza vitale di chi gioca al di fuori delle regole. Poi i Masetto, più passionali e focosi degli Ottavio, ma senza i mezzi e la preparazione per potere difendere ciò che sentono come loro.

E poi c’è il Commendatore, che viene ucciso per le brame del Don e – spedito direttamente dall’aldilà – viene a chiedere il conto, portando poi con sé il dissoluto punito. Sarebbe tutto perfetto, se non che nell’Italia di oggi manca un commendatore: nessuno pare avere la forza di chiedere la mano in pegno al nostro e portarlo nelle fiamme gelide degli inferi.

Al che sono comunque certo che anche Silvio non si pentirebbe, banchettando fino all’ultimo istante, invitando al suo desco le Elvira che lo ammoniscono dell’estremo pericolo, irridendole nel loro drammatico e inutile tentativo di redenzione.

Fino all’arrivo del prossimo Don Giovanni.

Chi a una sola è fedele
verso l’altre è crudele.
Io, che in me sento
sì esteso sentimento,
vo’ bene a tutte quante.
Le donne, poi che calcolar non sanno
il mio buon natural chiamano inganno.

Post operatorio

Martedì 28 giugno 2011 sono stato operato di ernia del disco. Ecco alcune cose sparse.

Premessa

Non sopporto quelli che scrivono dopo che gli è successo qualcosa che è successo a un sacco di altre persone, ma loro pensano che sia successo solo a loro, per cui si sentono titolati a scriverne.

Il tipico esempio è il cantante a cui nasce un figlio. Lo ha fatto Jovanotti. Lo ha fatto Gianna Nannini. E che, non lo faccio io? Solo perché non ho telefonato a nessuno (vedi il capitolo Comunicazione) e mi sembra bello dire due parole su quello che è successo.

Leggilo tutto