Distinti Auguri.

Questo post è stato pubblicato sul numero natalizio di Unghie & Bellezza del 2013. Ebbene sì, io scrivo su Unghie & Bellezza.
DISCLAIMER: geek alla larga, l’articolo è rivolto a un pubblico di persone normali.

Le feste di fine anno si avvicinano, insieme alla tentazione, alla necessità, all’ossessione di inviare i “nostri più cari e sentiti auguri” ai nostri clienti. Leggilo tutto

Una cosa semplice

Un sitino

“La semplicità è l’estrema perfezione”. Pare lo dicesse Leonardo, a significare che la ricerca di ciò che è facile (da comprendere, da usare) è il frutto del lavoro più complesso.

È strano allora che la richiesta di un progetto “semplice, una cosa che sappia usare chiunque” sia associata alla soglia bassa dell’impegno economico. Leggilo tutto

Pensare prima di fare è una cosa da imparare

 

Facciamo una analisi prima, che non mi fido

Lavorate nel web? Non fate mai, mai, mai eccezioni al vostro flusso di lavoro. Se ne avete uno, chiaramente. La volta in cui tutto vi sembra andare per il verso giusto (Ehi, è tutto chiaro, posso già abbozzare un layout!), allora arriverà una specifica che dice: Dimenticavo, ogni gruppo e ogni utente faranno riferimento a un “argomento”, e ogni argomento a un “territorio”. Ma l’argomento non era previsto, rispondete voi, e il territorio non è la mappa. No, dicono di là, ma è importante. Leggilo tutto

Instagram no, Holga sì

Paesaggio innevato di campagna bolognese - fatto con Holga

C’è un dibattito aperto sul tema Instagram. È un dibattito che prevalentemente si svolge tra me e me, oppure con pazienti e sagge persone come Antonella e Antonella. Passa attraverso l’assunto (mio) che Instagram e il male assoluto siano figli dello stesso padre snaturato.

Perché tanta cattiveria, o vecchio bacucco? Perché Instagram è il fritto dell’immagine, la sublimazione del banale, l’omologo della paccottiglia tipo cuori di gomma cuscini con scritto Ti amo portachiavi non correre pensammè.

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La signora delle nebbie

Questo post autobiografico è stato pubblicato nel sito Travel Emilia Romagna nell’ottobre del 2011. Questa è la versione pressoché integrale, con alcuni piccoli ritocchi e la correzione di un errore madornale.

Ferrara è la città più bella del mondo.

Essendo nato a Ferrara e trasferito a Bologna che ancora non camminavo, ho il privilegio di poterla vivere in due modi: da turista, perché non ci capito spesso. Da indigeno, perché comunque ho onorato le mie origini tra vacanze estive e domeniche.

Passavo quindi settimane in casa dalla nonna, che abitava in via delle Vigne, già via Schioccabecco. Non ho mai pensato di fare ricerche toponomastiche.
Via delle Vigne è a 5 minuti di bicicletta dal Duomo, come tutta Ferrara del resto.
Svoltando da Porta Mare si entra in questa via dove in fondo sta appoggiato un austero cancello in ferro, già visibile dall’imbocco.
Di questo cancello parlerò dopo.

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